TAZZINE DI CAFFE'

Due tazzine di caffè.
Quel profumo tenace avvolge due vecchi sorrisi.
Mio padre in un canto seduto
guarda nel languido filo di fumo,
mia madre.
Gli occhi adoranti corrono indietro
lunghe corone di giorni,
per mano. Mia madre,
l'arzilla faccetta grinzosa,
ride contenta su quella piccola tazza
odorosa di tanti ricordi,
gustando quel lungo, fedele duetto:
il loro univoco essere in due.
Attorno, le cose del "Ieri"
li cingon nel nastro di una canzone:
la loro canzone di vita...
In un'altra cucina due altre tazzine
di uguale caffè.
Uguale l'aroma, il rito usuale,
uguali e diverse le nuove tazzine fumanti.
Poi nulla. Io e lui,
semplici addendi sfuocati:
nel mezzo un esile filo di fumo
che tanto separa due discordi motivi,
due fughe. Il mio viso
una maschera chiusa serrata sul dentro.
I suoi occhi una sosta annoiata, lontana...
Fittizie aderenze di due intimità.
Nell'esile nebbia di un po' di caffè un contratto d'umane apparenze.
Restano solo le nostre due tazze finite, svuotate di tutto.