PIANTO D’ARGENTINA

Nel buio dell’ora, nell’odio bestiale,
fame, torture e il nulla di umani destini
han i cieli accecato
e le zolle sporcato
della terra d’argento…
Il silenzio ha cucito le bocche.
Sol queste terre ubertose
solcate da fiumi di sangue,
questi cieli pinti d’azzurro,
sfondati da urla di strazio
potevan narrare
quel che l’umano pugnale
era stato capace di fare:
il fiume d’argento al mare portava
lacrime, inutili attese e vane speranze.
Ma poi, nella Plaza,
cuori di mamma straziati,
chè manette crudeli nel buio
rapito avean sonni innocenti,
e spiriti liberi,
con scudo di ritrovata giustizia,
hanno svelato l’infame sopruso.
Il fiume d’argento al mare ora porta
l’estrema ricerca di un piccolo frutto
forse non perso.