“ORA BEVO PAROLE DI LUCE”

Da quando il pianto ha velato i miei occhi,
ho lasciato gli svaghi e i capricci di donna
e confortevol rifugio
in solitaria grotta l’Eterno mi ha dato.
Chiusa in muta orazione,
leggendo la Bibbia,
ho imparato a salire la scala
che porta alle stelle.
Pregando,
a me d’attorno quasi si schiudon,
corolle di mesti rintocchi
che qual passi d’un tempo che fugge
svanicon nel prima.
Dolce allora è sostare,
riporre l’usata me stessa
e in un cesto raccogliere
nodi e vezzi di leggiadra stagione.
Nel cielo coperto di sonno
disfa il silenzio
merletti di vita superflua
e in povertà mia lieta
vivo desiata ascesa.
Leggo parole di luce
e stasera l’intendo,
così, rinata, mi sperdo in sentieri di pace