“C’ERA UNA VOLTA, C’ERA…”

Io con lieve magia irroro
boschi, campi, alberi, frutti,
i tetti delle case,
le vie silenti.
Poi, con lo stregato filtro
del miele d’illusioni,
coloro il candor del cuore.
Ho lunghe trecce bionde
che nei dì d’estate intesso
coi raggi d’or del sole
e le mie membra
di nuvole e di vento
adorno col ceruleo velo
dell’eterea volta.

Custode sono
del magico stupor di bimba
che meco porto
per gli incantati viali
dei fantastici sogni:
così dono le stelle
che mi fan gioiello
per crear fiabesche illusioni
e storie scritte
con la matita dell’innocenza.